A Bologna dal 1919

Un po' di storia

La Grande Guerra è appena finita e Bologna è in pieno fermento. In uno stanzone nei pressi del canale di Reno, Giuseppe Minganti inizia la sua attività di costruttore di macchine utensili mentre Carlo Regazzoni e Cesare Donati rilevano la fabbrica di proiettili Sigma e fondano le Officine di Casaralta. Nascono anche la Morara, azienda specializzata in meccanica di precisione, e la Torrefazione Filicori Zecchini.

Nel frattempo una squadra di giovanissimi curata dal grande Angiolino Badini s’impone nel "Torneo Primi Calci". Con questi ragazzi il Bologna arriverà allo scudetto nel 1925. Sempre in quell’anno apre al pubblico in via Ugo Bassi, nei locali della Sala Borsa, il ristorante popolare dell'Ente Autonomo dei Consumi. Un pasto costa 3,50 lire (prezzo fisso) ed è costituito da una minestra asciutta o in brodo, un secondo di carne o pesce, una porzione di frutta o formaggio e pane.

L'allargamento del Mercato di Mezzo e la costruzione di nuovi edifici, porta all'abbattimento di otto torri. Tra di esse le torri Artenisi, Guidozagni e Riccadonna, che si trovano nei pressi del Palazzo della Mercanzia. La cronaca del ’19 registra anche dei lutti. Muore tragicamente Giuseppe Ragni, venditore ambulante e re degli imbonitori della Piazzola: smerciava di tutto, anche le gabbiette per le pulci. Era anche cantastorie ed era famoso per le sue argute zirudèle (filastrocche).






Muore anche Augusto Grossi, autore di quello che è stato il più importante giornale umoristico italiano, “Il Pappagallo”. Forse è solo una coincidenza, ma a noi piace pensare che Giovanni Zurla aprendo proprio in quell’anno il ristorante Al Pappagallo abbia voluto dedicarlo al buon umore. Zurla, che è un famoso cuoco professionista apprezzatissimo dall’aristocrazia bolognese, apre il suo ristorante insieme ai figli, in via Pescherie. Nel prestigioso ristorante si mangia in mòd particulér, dalle lasagne verdi al filetto all'olandese, dalle tagliatelle ai turtlein bì, péin e zàl (tortellini belli, pieni e gialli). E per scherzare si dice che “nel ristorante Al Pappagallo si mangia da papa e da cappone si diventa gallo”. Nel 1937, poco dopo la morte di Giovanni, il locale si trasferisce a pochi passi in piazza della Mercanzia, nell'antica Casa Bolognini.






Al Pappagallo

Per oltre cinquant'anni lo chef di quello che da molti è considerato uno dei migliori ristoranti d’Europa, sarà Bruno Tasselli, cresciuto alla scuola dei Zurla. I suoi piatti vengono serviti a celebrità e personaggi leggendari del cinema, della cultura e della musica: da Sophia Loren a Gina Lollobrigida, da Alfred Hitchcock a Sharon Stone, da Gerry Mulligan a Lionel Richie, da Tullio Carminati a Ugo Tognazzi, da Brigitte Nielsen a Matt Dillon, da Franco Capuana a Gino Marinuzzi, da Dino Sarti a Francesco Guccini. E ancora Tullio Solenghi, Alberto Bevilacqua, Marco Di Marco e Concetto Pozzati.

Un'Esperienza Unica

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